di Matteo Marchello
Servivano tre punti al Lecce, per iniziare al meglio il nuovo anno e tornare alla vittoria dopo le due scialbe prestazioni con Ascoli e Cesena, e i tre punti sono arrivati.
I giallorossi non sono tuttavia stati esaltanti e hanno rischiato in più di un episodio di subire la rete del pareggio vicentino nel finale, ma gli assalti dei veneti non hanno portato niente se non qualche spavento per il pubblico del Via del Mare.
La partita era iniziata, tuttavia, nella migliore maniera possibile per i Salentini, con Munari lestissimo ad insaccare il primo calcio d'angolo della partita dopo 90 secondi di gioco; questa è rimasta l'unica occasione da gol per tutto il primo tempo per entrambe le squadre, in realtà oggi confusionarie negli ultimi 30 metri, le cui linee mediane sono state più impegnate nella distruzione del gioco avversario che nella costruzione del proprio.
Il secondo tempo invece è stato decisamente più vivace con le squadre ben più lunghe rispetto al primo. E' stato il Vicenza, infatti, a fare la partita cercando un gol che avrebbe anche meritato, ma l'imprecisione di Bjelanovic e la traversa, protettrice di Rosati, hanno frustrato le velleità dei biancorossi di strappare un punto alla capolista, e l'espulsione di De Cesare nel finale ha messo definitivamente la parola fine all'incontro.
Nonostante sia mancata la legittimazione del bel gioco è stata una vittoria pesantissima per i giallorossi. Il mister De Canio, tornato in panchina in anticipo grazie alle recenti decisioni del giudice sportivo, ha rivoluzionato la squadra rispetto alle ultime uscite dovendo sopperire alle assenze degli squalificati Schiavi, Giacomazzi, e Corvia, e del partente Edinho, ormai destinato al ritorno in patria al Palmeiras; ci metteva anche del suo lasciando in panchina per scelta tecnica Giuliatto, Marilungo e Defendi rimpiazzati rispettivamente da Mazzotta, Bergougnoux e Mesbah; in particolare quest'ultima scelta è apparsa particolarmente felice, dato che l'algerino è parso da subito tonico e molto mobile, creando più di qualche problema alla retroguardia veneta, dimostrando di essere di ben altra pasta rispetto al Defendi delle ultime uscite.
Il risultato odierno non deve, tuttavia, mascherare le lacune giallorosse: la difesa oggi è stata vittima di alcune preoccupanti amnesie, ed il centrocampo, orfano del capitano Giacomazzi, poco lucido, nel quale né Vives né Munari né tantomeno Diarra oggi hanno saputo dettare i giusti ritmi a centrocampo, e di questo ne ha risentito il gioco, risultato confusionario e inconcludente; in questo senso potrebbe essere munifico il mercato di Gennaio, dove De Canio dovrà pareggiare le sue doti di allenatore con quelle di responsabile del mercato, con interventi mirati a colmare le mancanze dei centrali in difesa, a corrente alternata per tutto il campionato, e nel cuore del gioco dove manca un metronomo affidabile, in grado di organizzare le manovre in maniera intelligente e dinamica, cioè, per dirla alla Brera, un mediano più veloce con la testa che con i piedi.
mercoledì 6 gennaio 2010
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