sabato 13 febbraio 2010

Lecce - Modena: mancato allungo

di Matteo Marchello

Tutti conoscono il celebre gatto Silvestro, protagonista del famosissimo cartone animato in cui in ogni episodio cercava disperatamente di catturare il canarino Titti senza riuscirci: in questa stagione i giallorrossi sono stati colpiti dalla “sindrome di gatto Silvestro” portando a casa solamente due scialbi 0-0 nelle sfide di andata e ritorno con i canarini Modenesi.
Eppure la 25sima giornata di campionato, era iniziata nel migliore dei modi: il programma spezzatino, infatti, aveva regalato ai salentini la possibilità di scendere in campo già sapendo che le dirette concorrenti Cesena e Sassuolo erano state battute a domicilio da Crotone e Gallipoli.
Si prospettava, quindi, la possibilità di allungare sulle inseguitrici e l'ottima prestazione di Frosinone nel turno precedente autorizzava i tifosi all'ottimismo.
Invece il Lecce entrava in campo nella maniera peggiore possibile, lento e presuntuoso, incosciamente convito che un gol sarebbe arrivato senza fare nulla per crearlo.
Risultato di questo atteggiamento è stato un primo tempo soporifero, caratterizzato dalla completa assenza di azioni pericolose da una parte e dall'altra; se questo era comprensibile da parte del Modena, giunta nel Salento senza punte titolari, con il chiaro intento di difendere il risultato iniziale, sicuramente ci si aspettava di più dai leccesi, chiamati a ribadire il primato in classifica.
I giallorossi uscivano dal tunnel degli spogliatoi con un piglio diverso, sicuramente motivati a dovere da mister De Canio negli spogliatoi, e iniziavano il secondo tempo con il piede pigiato sull'acceleratore, chiudendo gli avversari nella propria metà campo, ma senza riuscire ad essere particolarmente incisivi.
L'ingresso in campo del neo-acquisto Di Michele dava maggior vivacità agli undici giallorossi, capaci di creare due occasioni da gol abbastanza nitide, prima con Di Michele e poi con Corvia, ma la porta gialloblù rimaneva violata fino al termine dell'incontro.
Oltre ai citati limiti mentali, i giallorossi contro il Modena hanno evidenziato alcune lacune tattiche dovute alla mancanza di un regista vero e proprio, ed in questo senso non si capisce perchè Loviso, acquistato proprio per dettare tempi e geometrie alla manovra sia rimasto per novanta minuti in panchina, dove avrebbe probabilmente meritato di stare Angelo, autore di una partita tanto inconcludente da essere irritante per via di tutti i cross sbagliati e le avventate iniziative personali, che mettono in dubbio l'effettiva provenienza brasiliana del terzino.
Il Lecce può recriminare per due punti lasciati sul campo che avrebbero lanciato i giallorossi nella prima vera fuga della stagione, aumentando il vantaggio sul Sassuolo, secondo in graduatoria, a 3 punti, e a 5 punti sulle terze Ancona e Cesena; invece così non è stato, ancora una volta Titti è riuscita a sfuggire a Silvestro, e i salentini hanno dimostrato di non essere in grado di fare il salto di qualità necessario a scrivere la parola fine su questo campionato, che rimane inspiegabilmente aperto nonostante la pochezza e la discontinuità di molte squadre che popolano l'alta classifica.

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