mercoledì 20 gennaio 2010

Raffaele Gragnaniello è del Lecce

L'estremo difensore arriva con la formula del prestito a Lecce fino a fine stagione

Aggiornamenti di mercato

Genevier dovrebbe essere al 98% il centrocampista che sostituirà Edinho davanti alla difesa. Tra la società salentina ed il Siena c'è l'accordo.
De Canio è alla ricerca di una punta, e Pinilla risponde a tutti i quesiti: è giovane, ha talento, può ancora crescere, soprattutto, è già da serie A. Il Lecce offre Cacia più un conguaglio economico per la metà del cartellino. Al cileno l'ultima parola.

sabato 16 gennaio 2010

Ancona - Lecce: che peccato!

di Matteo Marchello

La linea che divide le grandi squadre dalle buone squadre è spesso molto sottile: le prime, spesso, sono brutte ma concrete, sempre concentrate ed in grado di capitalizzare l'unico episodio che le capiti a favore prendendosi i tre punti; le seconde sono, invece, divertenti, un po' arruffone e portano a casa meno punti di quelli che in effetti meriterebbero per il gioco divertente prodotto.
Il Lecce di Ancona passa dalla prima alla seconda categoria al minuto 73 e nel giro di 30 secondi; tanti ne sono bastati, infatti, per lasciar crossare indisturbato Schiattarella dalla fascia sinistra, e permettere a Miramontes di staccare dalla destra nell'aria piccola e pareggiare il gol di Mesbah.
Fino a quel momento i giallorossi erano in vantaggio al “Del Conero”, primi in classifica con 5 punti di distacco sulla seconda, ed un'inerzia dalla propria che valeva, probabilmente, più delle indicazioni statistiche.
La partita vista fino a quello momento era stata decisamente godibile, con una predominanza dorica nei primi 45 minuti e quella salentina nella seconda frazione.
Le due squadre si sono affrontante a viso aperto già dal fischio d'inizio, dimostrando di non accontentarsi del pareggio, ed il primo tempo finiva 0-0 grazie a Rosati, autore di alcuni interventi decisivi, e Fabiano, che nell'ultimo minuto di recupero palesava di non avere il piglio del killer, sparando sul portiere avversario a 2 metri dalla linea di porta.
Il Lecce del secondo tempo ritornava in campo con tutt'altro spirito e creava numerose occasioni da gol, sino a trovarlo con Mesbah che ribadiva in rete, con un tap-in vincente, un pallone sparato da Corvia sul primo palo da posizione defilata.
Lo stesso attaccante romano aveva l'opportunità di chiudere la partita, segnando il gol del raddoppio, in almeno tre occasioni, ma ieri non era la sua serata, come si intuiva da un altro legno colpito, e dalla grossolana occasione a porta vuota sciupata.
Accadeva poi che i terzini giallorossi fossero colti dalla strana amnesia congiunta del 73esimo minuto e che il risultato fosse riportato in parità.
Il punteggio era, così, inchiodato sull'1-1, e nemmeno i 60 secondi più pazzi dell'intera serie B riuscivano a sovvertirlo; all'ultimo minuto di recupero, infatti, Mastronunzio si trovava davanti alla porta spalancata, ma tirava su un difensore avversario, sprecando un incredibile match point; ma l'azione non era finita, ed un contropiede micidiale dei salentini regalava a Marilungo la possibilità del gol della vittoria, ma, nella più assoluta solitudine dell'area avversaria, si lasciava ipnotizzare da Da Costa, sbagliando la più clamorosa delle occasioni da rete.
Tirando le somme si può sicuramente dire che il Lecce del “Del Conero” è stato una buona squadra, pasticciona ma divertente, capace di creare molte occasioni e di sbagliarne altrettante; ma la B di quest'anno è così, e in assenza di grandi squadre, anche una buona quadra può essere capolista; se i giallorossi troveranno maggior cinismo e concretezza, il campionato avrà il suo padrone, altrimenti si trascinerà fino al termine guidato da una buona squadra, ma niente di più.

lunedì 11 gennaio 2010

Nel vivo del mercato

di Vittorio Murra


Con le 11 vittorie ottenute, il Lecce è la squadra più vincente del campionato cadetto, insieme all’Ancona, che però ha una gara da recuperare. L’alta classifica non ferma i giallorossi di mister De Canio che vogliono continuare a stupire gli appassionati attraverso prestazioni e punti che diranno, a fine stagione, se questa nuova formula voluta dal presidente Semeraro ha ragione d’essere o meno.Intanto si lavora per il mercato invernale per puntellare la rosa ed eventualmente sfoltirla. È già arrivato il romanista Bertolacci, 19 anni compiuti lunedi scorso. Il numero 4 della primavera guidata da Alberto De Rossi, debutterà presto in campionato. Diverso invece il discorso per Mauricio Pinilla, l’attaccante classe 84, che sta incantando Grosseto e mezza serie A. Portato in Italia dall’Inter, il cileno ha girovagato per mezza europa, non riuscendo mai a conquistare un posto da titolare tra Chievo, Celta Vigo, Sporting Lisbona, Racing Santander, Hearts ed Universidad de Chile, Vasco da Gama e addirittura i ciprioti dell’Apollon Limasson. Trova la sua dimensione a Grosseto, dove riesce a mettere a segno 9 gol in 11 partite. Se sono indiscutibili le sue doti tecniche, restano da valutare i motivi che non hanno permesso al 26enne di emergere nelle sue passate esperienze. Di lui se n’è già parlato in estate, attualmente sono tornate le voci di un interessamento che questa volta potrebbe portare i suoi frutti. Costo dell’operazione 2 milioni per la comproprietà.Si puntella anche la difesa con Ferrario, difensore centrale cresciuto nell’Inter, ha fatto il suo esordio con la Ternata in C1, poi solo Ravenna.

1,90 per 86 kg il gigante di Rho, può giocare all’occorrenza anche esterno destro. Nonostante le lunghe leve infatti, dispone di una discreta velocità.In partenza Edinho, destinazione brasile. Il centrocampista sudamericano, venuto a Lecce non si sa davvero per quali meriti sportivi, è in procinto di lasciare la città all’ombra del barocco per tornare in patria, dove l’aspetta la moglie partoriente. Conosciuto per non aver mai incantato le folle, l’ex capitano dell’International proverà ad accasarsi in patria; il Lecce però per liberarsi dell’ingaggio e del giocatore è costretto a deprezzare il cartellino. O forse è costretto ad attribuire il giusto valore, avendolo strapagato appena un anno fa.In uscita i giovani che giovani non lo sono più: Agnelli, Vicedomini, Diarra e Tundo. Triarico è finito in prestito al Taranto con diritto di riscatto. Il tempo per la sperimentazione è evidentemente terminato. La serie B è dura, la serie A lontana, e De Canio non può aspettare.

mercoledì 6 gennaio 2010

Il Lecce due stende il Vicenza

di Matteo Marchello

Servivano tre punti al Lecce, per iniziare al meglio il nuovo anno e tornare alla vittoria dopo le due scialbe prestazioni con Ascoli e Cesena, e i tre punti sono arrivati.
I giallorossi non sono tuttavia stati esaltanti e hanno rischiato in più di un episodio di subire la rete del pareggio vicentino nel finale, ma gli assalti dei veneti non hanno portato niente se non qualche spavento per il pubblico del Via del Mare.
La partita era iniziata, tuttavia, nella migliore maniera possibile per i Salentini, con Munari lestissimo ad insaccare il primo calcio d'angolo della partita dopo 90 secondi di gioco; questa è rimasta l'unica occasione da gol per tutto il primo tempo per entrambe le squadre, in realtà oggi confusionarie negli ultimi 30 metri, le cui linee mediane sono state più impegnate nella distruzione del gioco avversario che nella costruzione del proprio.
Il secondo tempo invece è stato decisamente più vivace con le squadre ben più lunghe rispetto al primo. E' stato il Vicenza, infatti, a fare la partita cercando un gol che avrebbe anche meritato, ma l'imprecisione di Bjelanovic e la traversa, protettrice di Rosati, hanno frustrato le velleità dei biancorossi di strappare un punto alla capolista, e l'espulsione di De Cesare nel finale ha messo definitivamente la parola fine all'incontro.
Nonostante sia mancata la legittimazione del bel gioco è stata una vittoria pesantissima per i giallorossi. Il mister De Canio, tornato in panchina in anticipo grazie alle recenti decisioni del giudice sportivo, ha rivoluzionato la squadra rispetto alle ultime uscite dovendo sopperire alle assenze degli squalificati Schiavi, Giacomazzi, e Corvia, e del partente Edinho, ormai destinato al ritorno in patria al Palmeiras; ci metteva anche del suo lasciando in panchina per scelta tecnica Giuliatto, Marilungo e Defendi rimpiazzati rispettivamente da Mazzotta, Bergougnoux e Mesbah; in particolare quest'ultima scelta è apparsa particolarmente felice, dato che l'algerino è parso da subito tonico e molto mobile, creando più di qualche problema alla retroguardia veneta, dimostrando di essere di ben altra pasta rispetto al Defendi delle ultime uscite.
Il risultato odierno non deve, tuttavia, mascherare le lacune giallorosse: la difesa oggi è stata vittima di alcune preoccupanti amnesie, ed il centrocampo, orfano del capitano Giacomazzi, poco lucido, nel quale né Vives né Munari né tantomeno Diarra oggi hanno saputo dettare i giusti ritmi a centrocampo, e di questo ne ha risentito il gioco, risultato confusionario e inconcludente; in questo senso potrebbe essere munifico il mercato di Gennaio, dove De Canio dovrà pareggiare le sue doti di allenatore con quelle di responsabile del mercato, con interventi mirati a colmare le mancanze dei centrali in difesa, a corrente alternata per tutto il campionato, e nel cuore del gioco dove manca un metronomo affidabile, in grado di organizzare le manovre in maniera intelligente e dinamica, cioè, per dirla alla Brera, un mediano più veloce con la testa che con i piedi.

giovedì 31 dicembre 2009

Accenni di mercato

di Vittorio Murra


Finalmente è arrivato, il mercato 2010, quello senza le anticipazioni e centomila nomi. Non quello senza idee e fatto alla rinfusa. Quello senza quel personaggio, tanto caro a pochi e sgradito ai più. Si apre il vero ed autentico mercato di riparazione quello in cui Edinho farà le valigie e volerà verso il Palmeiras. Non fosse stato per l’urgenza squalifiche probabilmente sarebbe rimasto in Brasile. Digao tornerà al Milan, o probabilmente nemmeno lì. Sembra tutto pronto per il centrocampista, scuola Roma, Bertolacci (19 anni).

È lui che prenderà il posto di Edinho davanti alla difesa. Detterà i tempi della manovra e consentirà a De Canio di sviluppare un gioco diverso, rispetto a quello che non ha potuto giocare fino ad ora. Ci sarà qualche altro ritocco, ma come detto, non ci sono nomi che circolano. Tutto viene svolto nella massima discrezione. In attacco non si muove Pinilla, che non è un giocatore del Lecce, e forse mai lo sarà. Puppallè!

lunedì 21 dicembre 2009

Cesena - Lecce: Lecce in flessione

di Matteo Marchello

Il Lecce è ufficialmente in flessione; si erano già avuti i primi sentori nello scorso turno casalingo con l'Ascoli,e la partita di ieri, a Cesena, ha, purtroppo, confermato queste impressioni.
I giallorossi infatti, privi di De Canio e Vives squalificati, non hanno mai dato l'impressione di poter vincere la partita anche se questa volta i torti arbitrali hanno condizionato notevolmente l'andamento dei 90 minuti.
Un Lecce apparso sotto tono nel primo tempo, che per lunghi tratti era stato in balia del possesso palla degli avversari, veniva castigato nel finale del primo parziale da un ingiusto rigore, che Do Prado realizzava senza problemi; le squadre andavano, dunque, al riposo sullo 1-0 e il ritorno in campo non era di certo meglio per gli uomini di De Canio: al primo minuto della ripresa, infatti, un terribile uno-due Do Prado-Schelotto-Do Prado portava quest'ultimo al raddoppio con un preciso diagonale dal limite dell'aria.
Il Lecce appariva come un pugile stordito ed incapace di reagire, tuttavia il colpo del K.O. non gli veniva dato dal Cesena ma dal direttore di gara, che ammoniva per la seconda volta Schiavi in una circostanza grottesca: fallo veniale del centrale campano, sul quale l'arbitro, che avrebbe potuto soprassedere, estraeva il giallo che mandava Schiavi sotto la doccia anticipatamente.
Due a zero, e sotto di un uomo, la partita era praticamente impossibile da raddrizzare, tuttavia anche la buona sorte si rendeva protagonista, facendo finire sotto l'incrocio dei pali un cross sbagliato dell'ottimo Giaccherini.
Il Cesena, dopo aver frustrato gli ultimi, utopici, tentativi di rimonta dei giallorossi rallentava il ritmo, concedendosi stucchevolmente agli olè del pubblico, e andava vicino al gol del poker con Bucchi, che sbagliava un'occasione clamorosa faccia a faccia con Rosati e veniva punito nel finale da Corvia, che realizzando il suo nono gol personale, aggiornava per l'ultima volta il tabellino dei marcatori sul 3 a 1 conclusivo.
Al di là degli errori arbitrali, il Lecce può recriminare per un'impostazione tattica iniziale deficitaria; probabilmente al momento è indispensabile il recupero di Defendi, che appare la copia sbiadita dell'ottimo giocatore di inizio stagione, ed a questo proposito la sosta Natalizia appare quantomai utile.
Inoltre Giuliatto e Angelo, si sono dimostrati inappropriati per contenere Schelotto e Gaccherini, esterni offensivi di sicura prospettiva, e forse due terzini maggiormente accorti in fase difensiva avrebbero potuto gestire meglio la situzione; non è un caso che i migliori in campo siano state proprio le due ali bianconere insieme a Do Prado autore di due gol.
Ora i Salentini hanno tutta la pausa, circa 20 giorni, per dimostrare che Ascoli e Cesena sono stati solamente due incidenti di percorso e recuperare lo smalto che li ha portati in vetta alla classifica, già dal prossimo turno casalingo del 5 Gennaio contro il Vicenza.